Ragioni di metodo e ragioni di merito contro la "Grande riforma"
Se davvero la "Grande Riforma" dei cicli scolastici sara' messa in atto, segnera' una grave dequalificazione dell'insegnamento e dell'apprendimento in Italia. Perche'?
Alberto Biuso
Ragioni di metodo:
1. E' una Riforma nata dalla
volonta' di una lobby di tecnici della didattica,
intenti in primo luogo a
imporre se stessi e le proprie cattedre sostituendosi a
quelle di pedagogia.
2. Questo gruppo professionale
molto agguerrito ha trovato il pieno sostegno
politico di due ministri
e di una maggioranza di governo che ha voluto imporre
alla scuola la Grande Riforma
con un metodo da "dispotismo illuminato".
3. La discussione nelle scuole
e' stata solo apparente e l'Amministrazione fa di
tutto per far passare i contenuti
"riformatori" mediante la piena collaborazione
di Dirigenti scolastici ai
quali si e' promesso -in cambio- carta bianca nella
gestione delle scuole.
4. In Parlamento le proposte
di legge sono state blindate ed e' mancata
qualsiasi discussione democratica.
Ragioni di merito:
1. Architettura di sistema
(7+5), scansioni, programmi e ideologia sono di
impronta marcatamente statunitense.
Si tratta di
un'ennesima forma di colonizzazione
culturale.
2. I contenuti culturali vengono
alleggeriti nelle modalita' di una generale
"bignamizzazione" nozionistica
dalla quale sparisce ogni traccia di complessita'
e ogni dimensione critica.
3. Due esempi: dalla matematica
viene eliminata la componente formale e
teorica -l'unica che ne giustifichi
davvero l'insegnamento e che serva a far
maturare le menti- a favore
di un semplice apprendimento "pratico", funzionale a
diventare buoni acquirenti
di merci (ancora una volta ha ben visto Lucio Russo
nel prevedere una scuola
di bastoncini tesa a eliminare la complessita' dei
segmenti); lo studio del
mondo greco, romano e medioevale sara' limitato
all'eta' compresa fra i nove
e i dodici anni, con evidente cancellazione della
sua componente scientifica.
Si tenta di estirpare definitivamente le radici
della cultura europea a favore
del dominio di un presente inconsapevole ed
ebete; straordinariamente
profetico risulta a questo proposito *Brave New World*
di Aldous Huxley: "radici
e frutti erano aboliti; il fiore del presente
sbocciava rosato" (pag. 93
della trad. Mondadori).
4. Come scrive Giuseppe Aragno
nel numero di *Fuoriregistro*
"Ciò che si vuole
è, per dirla con Antonio Labriola, una bella stalla per il 'bestiame
votante' ".
5. Sempre nello stesso numero
della newsletter curata da Marino Bocchi, Bianca
Maria Cartella aggiunge che:
"nessuno ha pensato che la
bocciatura ha un valore educativo e di
differenziazione comparativa
limitatamente al profitto NON estensibile al valore
di ogni alunno in quanto
persona; nessuno ha pensato che svilire la scuola fino
a farla diventare una dozzinale
raccolta di punti significa appiattire l'offerta
culturale rendendola omogeneamente
noiosa e priva di interconnessioni".
6. Conosco assai bene i prevedibili
effetti della Grande Riforma poiche' li ho
vissuti alcuni anni fa insegnando
nell'Istituto maxisperimentale di Cernusco sul
Naviglio; la struttura, i
programmi, l'ideologia alla base dell'insegnamento in
quel luogo sono identici
a quelli della Grande Riforma e avevano come effetto un
apprendimento settoriale
e superficiale e la rinuncia a qualsiasi formazione
critica.
7. La Grande Riforma trasforma
le scuole italiane in diplomifici nei quali cio'
conta e' l'ossessione del
numero dei diplomati senza alcun interesse verso le
conoscenze effettivamente
acquisite.
8. Questa trasformazione prepara
la dissoluzione della scuola pubblica, affidata
sempre piu' agli enti locali
e da qui alla privatizzazione. Il centrodestra
andra' a nozze ma la responsabilita'
storica ricadra' tutta e soltanto sugli
"illuminati saggi" del centrosinistra.
9. La Grande Riforma tende
a distruggere la figura del docente-maestro per
sostituirla con un semplice
impiegato accertatore di competenze. A questo punto,
basterebbe un computer nel
quale lo studente inserisca le risposte a dei test e
dal quale ottenga un risultato
aritmetico che accerti "competenze e abilita".
10. La Grande Riforma rappresenta
un incrocio grottesco tra le tecniche e
l'ideologia del behaviorismo
statunitense e il furore ideologico di chi vuole
fare i conti una volta per
tutte con la "professoressa" di Barbiana.
11. Il risultato sara' la
piu' fittizia delle eguaglianze: quella nella quale si
e' tutti ugualmente ignoranti
e la mediocrita' delle menti viene esaltata come
segno della fine di ogni
"discriminazione". Avendo fallito nel progetto di
rendere tutti piu' critici
e piu' colti, si opta per un'eguaglianza verso il
basso, purche' di eguaglianza
si tratti.
12. Tutto cio' e' coerente
con le posizioni confindustriali e con la tendenza
alla globalizzazione dell'economia:
costruire una societa' di esecutori dotati
di diplomi di bassa qualita',
lasciando che a decidere il modello di sviluppo e
a gestirlo sia un'élite
di tecnici davvero competenti perche' formati in scuole
selettive e di alto livello.
13. La contemporanea Riforma
Universitaria (3 anni di laurea breve ottenuta con
l'accumulo di crediti formativi)
costituisce l'ulteriore tassello di questo
mosaico.
14. L'ideologia del Nuovo
che avanza tenta di nascondere la differenza tra una
innovazione migliorativa
e una peggiorativa. La Grande Riforma appartiene alla
seconda tipologia.
15. Un paio di giorni fa ho
ascoltato alla radio uno dei padri della Grande
Riforma affermare testualmente:
"nella vecchia scuola si insegnava la
*Repubblica* di Platone ma
dopo alcuni anni di essa si ricordava solo il titolo,
e' preferibile quindi eliminarne
l'insegnamento a favore di conoscenze piu'
spendibili nel quotidiano".
16. L'economicismo, il funzionalismo,
il pensiero unico trionfano, finalmente
felici di aver ucciso Platone
e con lui l'inquietudine, il dubbio, la critica...
Potrei continuare ma e' bene
fermarsi qui.
Daniela Colturani (segretaria
della Cisl scuola) afferma
giustamente che si sta costruendo
una scuola per l'analfabetismo di massa. Da
essa gli insegnanti di qualita'
saranno espulsi (con le buone o con le cattive)
poiche' del tutto inutili
o dannosi nell'ostacolare la corsa verso quel generale
istupidimento sul quale rimarra'
a trionfare -ormai senza piu' antidoti- il
luccichio del nulla televisivo
e dei suoi padroni.
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